15 maggio 2012

LA VOCE NELLA TESTA

Una volta una donna appena trentenne si sedette di fronte a me sul treno.Nonostante il treno fosse pieno i sedili accanto a lei,erano vuoti.Questo perchè aveva indubbiamente un aspetto da folle.Appariva estremamente tesa e parlava senza sosta da sola con una voce forte e arrabbiata.
Era tanto assorbita dai suoi pensieri  da sembrare totalmente inconsapevole della gente o di ciò che la circondava.Sebbene non ne ricordi il contenuto preciso il suo monologo suonava pressapoco cosi:"E poi lei mi disse...e allora io le dissi sei una bugiarda,come osi accusarmi di...quando sei tu quella che ha approfittato di me,io avevo fiducia in te e tu hai tradito la mia fiducia....".Nella sua voce c'era il tono astioso di chi era stato offeso,di chi deve difendere la sua posizione se non vuole essere annientato.
Il treno arrivò alla stazione e entrambi scendemmo alla stessa fermata,la donna continuò a camminare ancora immersa nel suo dialogo immaginario,continuando ad accusare rabbiosamente e a difendere la sua posizione.
Quello che avevo appena visto mi aveva colto alla sprovvista.
Avevo venticinque anni,mi immaginavo come un futuro intellettuale,ero convinto che tutte le risposte ai dilemmi dell'esistenza umana potessero venir trovati attraverso l'intelletto,cioè attraverso il pensiero.
Non mi rendevo conto che il pensiero privo di consapevolezza è il problema principale dell'essere umano.
Pensavo di continuo, i pensieri si sussegguivano uno dietro l'altro fino a che....mi fermai un secondo..
Non era forse la mia mente incessantemente attiva come la sua?
C'erano solo delle differenze minime fra noi.Dietro ai suoi pensieri,l'emozione predominante sembrava essere la rabbia.Nel mio caso si trattava semplicemente di ansia.Lei pensava ad alta voce.Io pensavo, quasi sempre,nella mia testa.Se lei era pazza,allora tutti erano pazzi,me compreso!
                                                                                              Tratto da "Un nuovo mondo" di Tolle

Non lasciare che siano i tuoi pensieri a governare la tua vita,il dialogo interno distruttivo incessante non è da sani di mente solo perchè è interno e nessuno lo sente.
Tu puoi decidere che pensieri fare,non è la tua mente che decide per te.
La mente è uno strumento in tuo controllo non deve essere lo strumento che ha preso il controllo su di te!
E' vero che ci sono tante circostanze non facili ma ancor più vero è che la maggioranza delle cose ce le complichiamo noi.
ASCOLTA IL TUO DIALOGO INTERNO,CONSAPEVOLIZZA I PENSIERI CHE FAI E SE SONO DISTRUTTIVI CAMBIALI, E' IN TUO POTERE FARLO!

Buona vita!
Erica

11 maggio 2012

RESPIRO CONSAPEVOLE

TRATTO DA
UN NUOVO MONDO  di Eckhart TOLLE
Parla del RESPIRO CONSAPEVOLE e organizzando io le giornate proprio su questo mi fa piacere di condividere con voi ciò che dice questo luminare in merito!Mi sembra molto interessante!



Scoprite lo spazio interiore creando degli intervalli nel flusso dei pensieri. Senza questi intervalli, il vostro pensiero diventa ripetitivo, non ispirato, privo di ogni scintilla creativa, come è tuttora per la maggior parte delle persone sul pianeta.
Non avete bisogno di preoccuparvi della durata di questi intervalli, pochi secondi basteranno. A poco a poco aumenteranno da soli, senza alcuno sforzo da parte vostra. Più che la loro lunghezza è importante farli accadere frequentemente, cosi che le vostre attività giornaliere e il flusso dei vostri pensieri si alternino con lo spazio.
Recentemente qualcuno mi ha mostrato il programma annuale di una vasta organizzazione spirituale. Mentre lo esaminavo, ero colpito dalla grande scelta di interessanti seminari e gruppi di lavoro. Mi ricordava uno smorgasbord, uno di quei buffet scandinavi dove si può scegliere tra un enorme varietà di cibi abbondanti. Quella persona mi chiese se potevo raccomandargliene uno o due. “Non so” dissi. “Questi seminari sembrano tutti molto interessanti. “Ma una cosa so di sicuro” aggiunsi. “Rimani consapevole del tuo respiro più spesso che puoi, ogni volta che te ne ricordi. Fai questo per un anno e ciò produrrà una trasformazione più potente che non la partecipazione a tutti questi corsi. E non costa niente”.
Essere consapevoli del respiro sposta l’attenzione dai pensieri e crea spazio. È un modo di generare consapevolezza. Sebbene la pienezza della coscienza esista già in forma non manifestata, siamo qui per portare la coscienza in questa dimensione.
Siate consapevoli del respiro. Fate attenzione alla sensazione del respiro. Sentite l’aria che entra ed esce dal corpo. Osservate come il petto e l’addome si espandono e si contraggono leggermente con l’inspirazione e l’espirazione. Un respiro consapevole è sufficiente a creare spazio li dove prima c’era un interrotta successione di un pensiero dopo l’altro. Un respiro consapevole, due o tre sarebbe ancora meglio, molte volte al giorno, è un modo eccellente per portare spazio nella vostra vita.
Anche se meditate sul respiro per due ore o più, cosa che alcuni hanno fatto, un solo respiro è tutto ciò di cui avete bisogno per essere consapevoli o meglio, tutto ciò di cui potete essere consapevoli. Il resto è memoria o anticipazione, cioè pensiero.
Il respirare non è in realtà qualcosa che si fa, ma qualcosa che si può osservare mentre accade. Il respirare accade da solo. È l’intelligenza interna del corpo che lo fa. Tutto quello che dovete fare è osservarlo mentre accade. Non implica alcuno sforzo o tensione. Fate attenzione, inoltre, alla breve pausa nel respiro, in particolare al punto di quiete alla fine dell’espirazione, prima dell’inizio di una nuova inspirazione.
In molte persone il respiro è innaturalmente superficiale. Quanto più sarete consapevoli del respiro, tanto più questo ritroverà la sua naturale profondità. Poiché il respiro in se non ha forma, è stato fin dall’antichità considerato uguale allo spirito: l’unica Vita senza forma. “Allora il Signore Dio modello l’uomo con la polvere del terreno e soffio nelle sue narici un alito di vita; così l’uomo divenne un essere vivente”.
La parole respiro in tedesco, Atmen, deriva dall’antica parola indiana (sanscrita) Atman, il cui significato è lo spirito divino innato o Dio dentro di noi.
Il fatto che il respiro non abbia forma è una delle ragioni per cui la consapevolezza del respiro è un modo straordinariamente efficace di portare spazio nella vostra vita, di generare consapevolezza. È un eccellente oggetto di meditazione proprio perché non è un oggetto, non ha struttura né forma. L’altro motivo è che il respiro è uno dei fenomeni più sottili e apparentemente più insignificanti. “la cosa più piccola” che, secondo Nietzsche, crea “la più grande felicità”.
Praticare o meno la consapevolezza del respiro come forma di meditazione vera e propria è una vostra scelta. La meditazione praticata regolarmente, comunque, non è un sostituto del portare la coscienza dello spazio nella vita si ogni giorno.
Essere consapevoli de vostro respiro vi costringe a stare nel momento presente, che è la chiave di tutte le trasformazioni interiori. Ogni volta che siete consapevoli del respiro, siete assolutamente presenti. Potete anche rendervi conto che non potete pensare e, allo stesso tempo, essere consapevoli del vostro respiro. Il respiro cosciente ferma la mente. Ma lungi dall’essere in trance o mezzo addormentati, siete completamente svegli e totalmente vigili. Non state cadendo al di sotto del pensiero, ma vi state elevando sopra di esso. E se guardate più attentamente troverete che queste due cose, arrivare pienamente nel presente e smettere di pensare senza perdere consapevolezza, sono in realtà una sola e unica cosa, il sorgere della coscienza nello spazio.